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Dichiarazione concordata di Trento sulla famiglia
| 2008. december 16. 14:53 | |
Primo Forum Cattolico-Ortodosso Europeo sul tema:
„La famiglia: un bene per l'umanità”
Trento, Italia, 11-14 dicembre 2008
Preambolo
Per mezzo della grazia dello Spirito Santo, noi trenta rappresentanti della Chiesa cattolica e delle Chiese ortodosse in Europa, provenienti da paesi che vanno dagli Urali all’Atlantico, ci siamo riuniti per il Primo Forum Cattolico-Ortodosso Europeo. Esprimiamo la nostra gratitudine nei confronti di tutti coloro che hanno lavorato per il successo di questo incontro, specialmente dell'Arcivescovo di Trento, che ci ha accolti con calore e ci ha offerto la sua ospitalità. L'incontro è stato organizzato dal Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), in stretta collaborazione con varie Chiese ortodosse e con alcuni Dicasteri della Santa Sede.
Infine abbiamo espresso il nostro profondo rammarico per la morte improvvisa di Sua Santità il Patriarca Alessio II di Mosca e di tutte le Russie, che aveva impartito con calore la sua benedizione sul progetto di questo Forum.
Qual è lo scopo del Forum? Non di discutere questioni teologiche, che vengono trattate ad altri livelli. Il nostro compito è piuttosto di concentrarci sulle questioni antropologiche d'importanza cruciale per il presente e il futuro dell'umanità. Il fine del Forum è di aiutare a definire le posizioni comuni sulle questioni sociali e morali. Impegnandoci in questo scambio, ci aiutiamo l'un l'altro a diventare consapevoli di quanto siano vicine fra loro le nostre rispettive dottrine morali e sociali. Allo stesso tempo, facciamo conoscere al mondo le nostre sollecitudini.
Ci siamo messi d'accordo per dedicare il nostro primo incontro a questo tema: “La famiglia: un bene per l'umanità”. Innumerevoli famiglie hanno dato un grande contributo alla cultura europea. Esprimiamo la nostra gratitudine nei loro confronti e nelle nostre preghiere per le famiglie ricordiamo in modo speciale quelle che stanno attraversando delle difficoltà.
Nel corso di questi quattro giorni trascorsi insieme abbiamo discusso su argomenti relativi al matrimonio e alla famiglia, così come a vari aspetti dell'etica sessuale. È stata un'opportunità per proclamare e mettere in pratica la nostra fede, pregare il Signore perché ci colmasse delle sue grazie e riflettere su come possiamo collaborare di più fra noi. In particolare, animati dall'amore di Cristo per l'umanità, ci siamo concentrati sulla famiglia, riconoscendo tutti gli sforzi compiuti per promuovere la vita della famiglia nel nostro continente, ma anche esprimendo una grande preoccupazione per la condizione di deterioramento della vita familiare che risulta evidente in molti ambiti della società.
Il matrimonio e la famiglia appartengono all'ordine creato e non sono un prodotto della mera decisione umana. Iscritta nella natura stessa dell'essere umano e rivelataci nella Bibbia, la famiglia, fondata sul matrimonio, è stata stabilita da Dio come un'unione tra un uomo e una donna. La Bibbia ci presenta una visione della famiglia vista come un'unità d’amore che dona la vita, una relazione indissolubile, aperta alla vita.
I - Matrimonio e famiglia
Nel corso di queste giornate, abbiamo ascoltato alcune relazioni riguardanti le visioni della Chiesa cattolica e delle Chiese ortodosse in Europa. Eccone una sintesi.
A. Le visioni ortodosse sul matrimonio e la famiglia
Nella tradizione cristiana ortodossa, il matrimonio è visto come un'unione eterna fra gli sposi, rafforzata non soltanto dall'intimità fisica ma anche da quella spirituale. Nonostante la diffusa credenza contraria, la Chiesa ortodossa "in nessun modo chiama i suoi membri a evitare l'intimità corporale o sessuale in quanto tale, poiché le relazioni fisiche tra un uomo e una donna sono benedette da Dio nel matrimonio, in cui diventano una fonte della prosecuzione della razza umana ed esprimono un amore casto, una comunanza totale della "unità delle anime e dei corpi" degli sposi. Secondo il magistero della Chiesa ortodossa, la trasformazione di queste relazioni, che sono pure e degne secondo il piano di Dio, così come del corpo stesso in un oggetto di sfruttamento degradante e di commercio finalizzato a riceverne una soddisfazione egoistica e spesso spersonalizzata, priva di amore e distorta, merita una nostra condanna” (Fondamenti della concezione sociale della Chiesa ortodossa russa X, 6).
Secondo l'interpretazione ortodossa, un elemento essenziale dell'unione coniugale e il frutto dell'amore tra un uomo e una donna sono i figli, la nascita ed educazione dei quali costituiscono uno dei fini principali del matrimonio (Ibid X, 3-4). Secondo questa visione, la Chiesa ortodossa ritiene inammissibili il rifiuto della nascita di un bambino liberamente determinata e la terminazione artificiale della gravidanza. In quanto equivalente all'omicidio, l'aborto è inequivocabilmente rifiutato dalla Chiesa, che insiste sulla responsabilità personale di tutti coloro che prendono parte a questo atto: la donna, l'uomo (in caso di consenso da parte sua) e il medico (Ibid XII, 2).
Sulla base della Sacra Scrittura e della Tradizione, la Chiesa ortodossa condanna pubblicamente le relazioni omosessuali, vedendo in esse una distorsione della natura umana così com'è stata creata da Dio (Ibid XII, 9). Inoltre, essa rifiuta tutte le forme di fornicazione, di adulterio e di infedeltà coniugale, così come la prostituzione e la promiscuità. Allo stesso tempo, riconosce la necessità di assistere in senso pastorale tutti coloro che hanno delle inclinazioni disordinate e il cui stile di vita non corrisponde all'insegnamento morale del Vangelo.
B. Posizioni cattoliche sul matrimonio e la famiglia
Secondo il Magistero cattolico, così come affermato anche da quello ortodosso, Gesù Cristo ha innalzato il matrimonio naturale alla dignità di un sacramento: "Il patto matrimoniale con cui l'uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione e educazione della prole, tra i battezzati è stato elevato da Cristo Signore alla dignità di sacramento” (CIC, canone 1055 § 1).
Questo valore sacramentale esige la fedeltà fino alla morte fra gli sposi nell'indissolubilità del vincolo matrimoniale. L'amore coniugale tra gli sposi costituisce la base della famiglia, la prima comunione personale in cui un essere umano è nato. Essa deve essere promossa dalla società come la sua cellula fondamentale. La Chiesa cattolica riconosce il vincolo inseparabile voluto da Dio tra i significati unitivo e procreativo dell'amore coniugale. L'esclusione della prole è quindi contraria all'unità dell'amore coniugale. La sessualità viene riconosciuta come una dimensione dell'immagine di Dio negli esseri umani e quindi possiede un valore personale. Gli uomini e le donne devono imparare nel linguaggio del corpo la loro vocazione all'amore responsabile come un vero dono di sé stessi. Le altre espressioni sessuali come la fornicazione, gli atti omosessuali e le unioni sessuali fuori dal matrimonio sono contrarie a questa vocazione all'amore.
II - Missione della famiglia
Dopo aver delineato alcuni elementi del magistero delle nostre Chiese, abbiamo anche sottolineato quanto abbiamo in comune. In questa linea, vorremmo sottolineare le seguenti questioni che di comune accordo riteniamo importanti per il benessere della società.
A. Punti chiave in comune
Il comandamento di Dio nei confronti della prima famiglia umana rimane pertinente per tutte le famiglie successive: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra, soggiogatela" (Gn 1, 28). I cattolici e gli ortodossi sono d'accordo sul fatto che la famiglia costituisce l'ambiente morale unico in cui il dono della vita umana dovrebbe essere trasmesso attraverso l'atto coniugale.
L'essere umano è l'unico essere creato a immagine e somiglianza di Dio e questo fatto costituisce la sua dignità particolare. Noi non diamo la vita a noi stessi, e i genitori non costituiscono l'unica fonte della vita umana, dal momento che l'intervento divino è necessario. La sacralità della vita umana dal concepimento alla morte naturale dovrebbe essere pienamente rispettata.
Riconosciamo i documenti internazionali costruttivi che sostengono la famiglia. Per esempio, l'articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani afferma che "l'uomo e la donna in età matura, senza alcuna limitazione dovuta a razza, nazionalità o religione, hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia" e che "la famiglia costituisce il nucleo naturale e fondamentale della società e deve essere protetta dalla società e dallo Stato". Nel passato, la famiglia e la nascita dei figli sono state viste come qualcosa di sacro. Negli ultimi anni, tuttavia, queste nozioni sono state messi in dubbio. È in corso un attacco per modificare il linguaggio e introdurre elementi di ambiguità nei documenti internazionali per mezzo dell'introduzione ideologica della teoria del genere.
Oggi tanto l’uomo quanto la donna sono ugualmente impegnati nella realizzazione del loro potenziale professionale, entrambi si trovano a portare l'onere della responsabilità economica della famiglia. In queste circostanze, le possibilità di dare alla luce e allevare dei figli sono drasticamente ridotte.
Un fenomeno particolarmente tragico è emerso nel ventunesimo secolo in Europa. A causa dei salari che non sostengono le famiglie, centinaia di migliaia di madri e di padri hanno dovuto lasciare le loro famiglie ed emigrare in paesi più ricchi per poter rispondere alle esigenze fondamentali delle proprie famiglie. Questo ha dato come risultato un forte aumento nel numero dei divorzi e nella sofferenza dei figli, molti dei quali sono stati privati della presenza, dell'amore e della cura dei propri genitori.
La visione laica prevalente nella società moderna spesso mina alla base la nozione di maternità vista come vocazione personale. Questa viene talvolta svalutata. Noi, ortodossi e cattolici insieme, insistiamo sulla sacralità della maternità e sulla necessità, da parte della società, di rispettarla. Le madri che rimangono a casa per poter far crescere ed educare i figli dovrebbero ricevere un sostegno sia in senso morale che in senso economico. La loro missione non è in alcun modo meno importante di quella delle altre professioni rispettabili. La maternità è una missione e come tale merita sostegno e rispetto incondizionato. L'idea della paternità è anche fondamentale nella società ed anch’essa ha bisogno di essere riscoperta dalla società contemporanea. È impossibile parlare di una società fraterna senza paternità.
B. Famiglia e educazione
“Il diritto-dovere educativo dei genitori si qualifica come essenziale, connesso com’è con la trasmissione della vita umana; come originale e primario, rispetto al compito educativo di altri, per l’unicità del rapporto d’amore che sussiste tra genitori e figli; come insostituibile e inalienabile, e che pertanto non può essere totalmente delegato ad altri, né da altri usurpato” (Familiaris Consortium 36). L’educazione integrale all'interno della famiglia non è limitata semplicemente allo sviluppo dei doni naturali e delle capacità del figlio, ma si riferisce anche ai valori spirituali, in particolare alla trasmissione della fede. I genitori devono essere i primi testimoni del Vangelo. Nella vita della famiglia impariamo il significato della fede come la vera luce che guida la vita di una persona.
L'ambiente più adatto per lo sviluppo armonioso del bambino è la famiglia, composta da un padre, una madre e fratelli e sorelle. Gli altri organismi che aiutano la famiglia nell'educazione dei propri figli devono agire in collaborazione con i genitori, trasmettendo i principi e i valori la cui trasmissione rimane sempre responsabilità primaria dei genitori. Nel contesto dell'educazione, si sente parlare spesso dei diritti dei minori. È una cosa buona, ma tali diritti devono sempre essere considerati nel contesto dell'ambiente familiare.
Il tema dell'educazione sessuale merita una particolare attenzione. Anche in questo caso, i genitori sono i primi insegnanti. Lo scopo principale di tale insegnamento è orientato verso la formazione dei giovani al significato della vita matrimoniale: "L’educazione all’amore come dono di sé costituisce anche la premessa indispensabile per i genitori chiamati ad offrire ai figli una chiara e delicata educazione sessuale" (Ibid 37). Nella famiglia, dove viviamo la nostra prima esperienza di comunione personale, veniamo introdotti nell'amore in tutte le sue dimensioni: la famiglia è il primo luogo della socializzazione personale. Inoltre, i genitori devono offrire informazioni proporzionate ad ogni fase dello sviluppo individuale dei propri figli. Altre entità, come la scuola, per esempio, costituiscono, in questo senso, un aiuto per i genitori. Una particolare influenza viene esercitata sull'educazione dei bambini e dei giovani da parte dei mass media, che condizionano fortemente le relazioni familiari. I giovani imitano gli esempi che vengono comunicati attraverso i media. Insieme a molti aspetti positivi, tuttavia, i mezzi di comunicazione, purtroppo, sempre di più presentano materiali pornografici e una cultura basata sull'egoismo e sull'individualismo.
Le famiglie che insegnano bene ai propri figli, che sono attente a stabilire dei giusti rapporti fra tutti i membri della famiglia, costituiscono un prezioso capitale umano che è di grande importanza per la società e il suo benessere, tanto economico quanto spirituale. La vita della famiglia genera la cultura: l'uomo impara il linguaggio essenziale della vita e tutto ciò che l'aiuta a diventare pienamente umano. Tutta la cultura, nei suoi inizi e nel suo sviluppo. costituisce un evento familiare.
C. La crisi della nostra società: sfide e opportunità
Oggi ci troviamo ad affrontare una certa ideologia culturale che è emersa con la rivoluzione sessuale nel secolo scorso. Quest'ultima ha dato vita a una profonda crisi nella visione di ciò che deve essere considerato vita umana e familiare. Si tratta di una grande sfida nei confronti dell'evangelizzazione delle Chiese cristiane, che sono attente ai bisogni del cuore dell'essere umano e della sua chiamata a una vita piena in Cristo.
Fra i profondi cambiamenti della società, è emersa recentemente una profonda crisi economica. La crisi nel settore bancario, finanziario ed economico di oggi costituisce uno degli indicatori di una grande svolta nella nostra società mondiale ed europea. Siamo tutti giustamente preoccupati. Tuttavia, un altro elemento vitale di questa svolta è costituito dalla crisi che colpisce la vita della famiglia. Le tendenze demografiche in Europa costituiscono dei chiari segnali di una crisi molto più grande di quella finanziaria. La famiglia, nata dal matrimonio tra un uomo una donna, che genera i figli ed un'estesa rete di relazioni, ha bisogno di essere riscoperta come capitale sociale prezioso. Rivolgiamo un appello ai leader politici e sociali affinché affrontino questa tematica sociale importante prima che sia troppo tardi. Se non si presta attenzione a questa tematica, la carenza di fondi finanziari perderà d’importanza rispetto alla carenza di risorse sociali umane che la famiglia porta con sé.
D'altra parte, esprimiamo gratitudine per ciò che è stato fatto. Molti sviluppi positivi hanno aiutato la famiglia: il recente riconoscimento sociale ed economico, in alcuni pesi, del contributo delle madri alla società, l'assistenza finanziaria e sociale dei portatori di handicap e degli anziani, la copertura medica a favore dei membri svantaggiati della società.
III. Raccomandazioni e appelli
Negli ultimi anni, le Chiese sono diventate consapevoli dell'importanza di sostenere il rinnovamento spirituale e, in particolare, di accompagnare i giovani nel loro cammino per diventare mariti e mogli, padri e madri. Oltre ad assistere tutte le famiglie dal punto di vista pastorale, riconosciamo che dev'essere prestata una cura particolare alle famiglie di recente formazione. Le famiglie emarginate (spesso famiglie di migranti) meritano una speciale attenzione. La missione della Chiesa consiste nel dare speranza alla nostra società, che oggi si trova ad affrontare molte sfide. Abbiamo bisogno di mostrare segni di solidarietà e, attraverso i media, di comunicare il nostro messaggio positivo riguardo alla famiglia.
Tutti noi insieme, cattolici e ortodossi, offriamo le seguenti raccomandazioni e rivolgiamo un appello a tutte le persone di buona volontà nella società per agire insieme con loro su questi punti:
1. C'è una necessità molto urgente di riscoprire la cultura della famiglia e del matrimonio. Siamo convinti che una delle cause principali dell'attuale crisi demografica e di tutte le crisi correlate consiste nel rifiuto di questa cultura. Una grande quantità di energia deve essere investita nella promozione della vita della famiglia. La famiglia ha bisogno di essere riscoperta per ciò che può offrire alla società. Nella famiglia, abbiamo nuclei che costituiscono una scuola creativa, dinamica e vitale di socializzazione in molti sensi: educare i membri della famiglia a una scoperta del valore della comunità e dell'alterità, formare in loro una ‘cultura del dare’, incoraggiare l'apertura alla diversità nella solidarietà, facilitare la reciprocità nella comunicazione e fornire una dinamicità verso la scoperta della novità, frutto dell'impegno personale. 2. Affermiamo che è soltanto nella relazione con Dio che tutti gli esseri umani fioriscono nella loro piena umanità. Seguendo questa linea, è nostra convinzione che, promuovendo l'istituzione della famiglia basata sul matrimonio tra un uomo una donna, l'Europa permetterà il progresso di questa cellula fondamentale della società, che porta in sé un ruolo vitale di liberazione, realizzazione e illuminazione nella società. Riconoscere ciò è l'inizio di un rinnovamento della nostra cultura europea, che sta cercando di aprirsi un varco in questo tempo di profonda ricerca spirituale. Il nostro appello ai leader politici e sociali è il seguente: la famiglia non è una nozione obsoleta! Se riscoperta nel modo giusto, ne rappresenta il futuro. Senza l'amore reciproco nella famiglia, la nostra società muore. 3. Affermiamo che, dal momento che hanno donato la vita ai propri figli, i genitori godono del diritto originario, primario e inalienabile di educarli. Essi devono essere riconosciuti come i primi e principali educatori – e generalmente i più adatti - dei propri figli. Rivolgiamo un appello alle istituzioni politiche affinché garantiscano il diritto dei genitori a educare i propri figli in conformità con le loro convinzioni morali e religiose, tenendo conto delle tradizioni culturali proprie della famiglia. Questo include il diritto a scegliere liberamente le scuole o i mezzi necessari per educare i propri figli in linea con le proprie convinzioni. In particolare, l'educazione sessuale costituisce un diritto fondamentale dei genitori e deve essere sempre realizzata in conformità con le loro scelte e sotto la loro stretta supervisione. 4. Vediamo un grande pericolo nell'apparente subordinazione dei bisogni dei figli e del benessere della famiglia agli interessi economici. 5. Rivolgiamo un appello alle istituzioni pubbliche affinché assicurino che le politiche in materia di remunerazione lavorativa risultino coerenti con la costruzione e il mantenimento di una famiglia nella dignità. Questo può essere ottenuto attraverso normative fiscali che riconoscano il contributo indispensabile della famiglia alla società. Bisognerebbe fare in modo che non fosse necessario che entrambi i genitori fossero necessariamente obbligati a lavorare a tempo pieno fuori casa, a scapito della vita di famiglia e specialmente a scapito dell'educazione dei figli. Rivolgiamo un appello alle istituzioni pubbliche affinché riconoscano e rispettino il lavoro della madre all'interno dell’abitazione familiare, poiché costituisce un valore per la famiglia e per la società. La questione della "custodia dei minori" ha bisogno di una maggiore considerazione, nell'interesse precipuo del minore assunto come principio guida. 6. Infine, richiamiamo l’attenzione sulla scelta morale dalla quale dipende il futuro dell'intera umanità. La sua essenza è espressa come un punto centrale dell'Alleanza che Dio ha stipulato con l'umanità, realizzata in Cristo: “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16 poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi (…) perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica (…) io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza” (Dt 30, 15-19).
IV - Accompagnamento
L’esperienza di questo Forum è stata molto positiva per il fatto che abbiamo costruito una fratellanza fra di noi e che questo ci ha permesso di condividere la nostra sollecitudine cristiana nei confronti delle persone. Sulla base di questa bella esperienza, abbiamo intenzione di incontrarci regolarmente per rafforzare le nostre relazioni reciproche e affrontare le sfide comuni che l'Europa si trova davanti.
Trento, 13 dicembre 2008
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