L’Orchestra Zingara dell’Ungheria (Rajkó zenekar) dà di nuovo spettacolo a Roma e la squadra zingara di calcio dell’Ungheria sfida la squadra delle Guardie Svizzere
Nella conferenza stampa indetta per informare sull’occasione il Nunzio Apostolico a Budapest, Juliusz Janusz ha detto che la Nunziatura stessa aveva svolto un ruolo importante nell’organizzare l’evento, trasmettendo la richiesta insieme formulata al Vaticano perché potessero dare un concerto a Roma. Era stata scelta questa orchestra perché vanta un passato notevole, e ben organizzata ed offre una possibilità a giovani zingari per fare dei passi importanti. Infatti, il maggior problema degli zingari è di trovare poche occasioni per studiare e lavorare. Noi speriamo che attraverso il concerto presso il Vaticano all’orchestra si apriranno anche altre possibilità.
István Mezei, l’allenatore della squadra zingara di calcio dell’Ungheria ha esposto: da quando la squadra era stata fondata, essa ha vinto 105 partite su 107, perdendo una sola e pareggiando una sola volta, quest’ultima a Sao Paulo. Ora, con l’aiuto del vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest, János Székely, del Nunzio Apostolico di Budapest e dell’Ambasciatore ungherese presso la Santa Sede, János Balassa la squadra incontrerà quella delle Guardie Svizzere a Roma. Certamente si ha intenzione di invitare poi questa squadra all’Ungheria, per una partita di rivincita.
Il maestro pianista András Suki il Giovane ha parlato della musica zingara. Ha fatto capire che si trattava di un ’hungaricum’: infatti, nelle Mondiali di calcio del 1988 un primo violinista zingaro è stato il simbolo dell’Ungheria. Come ha chiarito lui stesso, la musica zingara non è altro che musica popolareggiante suonata da zingari ungheresi. Gli zingari ungheresi sono presenti sul territorio dal Medioevo, quelli valacchi sono arrivati circa 150 fa, quelli beás ancora più tardi. Non essendo gli zingari un popolo unito, non hanno una musica unitaria loro, così i musici zingari aggiungono la loro creatività alla musica popolare ungherese. Oggi purtroppo la tradizione di questa musica, fiorita agli inizi del Novecento, è ormai in declino, e viene coltivata in ben pochi ristoranti.
István Gerendási, il Direttore dell’Orchestra Zingara (Rajkó Művészegyüttes), fondatore della Scuola Talentum ha raccontato che la storia dell’orchestra parte nel 1952 e sono ormai 58 anni che si raccolgono i ragazzi dotati dai villaggi ed insediamenti per impartire loro una formazione artistica e musicale formidabile olotre l’insegnamento normale. Dal cambiamento di regime non ricevono nessun sostegno da parte dello Stato, eppure hanno 400 studenti e da poco hanno costituito anche delle sedi staccate per venire incontro ai bisogni dei genitori, non in grado di pagare il collegio. Diversi membri dell’Orchestra Rajkó (tutti musicisti professionali di primo grado) insegnano nella scuola dove i professori fanno vedere la strada dell’elevazione ai ragazzi zingari ungheresi attraverso il proprio esempio.
Il vescovo János Székely, responsabile per la Pastorale degli Zingari presso la Conferenza Episcopale Ungherese ha detto nella conferenza stampa, che la Chiesa non pensa a megaprogetti ma dei piccoli passi, „da uomo a uomo”, come faceva Gesù. Allo stesso tempo nella pastorale degli zingari l’Ungheria è tra i primi, avendo il parroco greco cattolico Miklós Sója iniziato la sua opera a Hodász già nel 1941. János Székely ha sottlineato il fatto che il 3 per cento degli zingari in Ungheria ha la laurea che è una proporzione altissima su scala europea. Come il vescovo ha raccontato, nel 2008 è stata tradotta l’intera Bibbia in lingua lovari, ma ha detto pure che l’intenzione della Chiesa non era quella di assimilare gli zingari. Il vescovo ha scritto pure un manuale per licei sugli zingari che – secondo le sue speranze – verrà introdotto nelle scuole cattoliche. Nei Seminari sacerdotali è stato già introdotto l’insegnamento di conoscenze sul popolo zingaro. János Székely ha sottolineato che l’integrazione degli zingari non può dipendere da percentuali prestabiliti e da leggi ma significa innanzitutto una convivenza in fiducia ed armonia.
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