
In una conferenza stampa, tenuta ieri pomeriggio, Cardinal Péter Erdő, arcivescovo di Budapest-Esztergom e presidente della CEU ribadiva alcuni aspetti del santuario mariano relativi all’Ungheria. Ha menzionato fra l’altro come il “Calvario ungherese” e la cappella di Santo Stefano fossero stati eretti, con le offerte di ungheresi rifugiati all’estero dopo la rivoluzione del 1956, proprio in omaggio alla memoria della rivoluzione. Il cardinale sottolineava inoltre che nella basilica di Fatima si trova anche una statua di Santo Stefano, primo re degli ungheresi. Questa presenza si deve al fatto che è stato proprio lui che, nella tradizione storica, per primo ha offerto il suo intero Paese alla Madonna – un’offerta ricorrente come motivo centrale nei messaggi di Fatima che chiedono di offrire il mondo alla Madre di Dio. Tale offerta è stata fatta da Giovanni Paolo II, insieme ai vescovi di tutto il mondo, nel 1982 a Fatima, e lo stesso gesto verrà ripetuto ora, nell’ambito del pellegrinaggio nazionale, dai vescovi ungheresi che offriranno l’Ungheria a Maria.
Cardinal Erdő, tracciando un bilancio provvisorio dell’anno di preghiera in corso, sottolineava l’eco positiva dell’iniziativa, ricapitolandone gli eventi salienti – come la riconciliazione slovacco-ungherese, la lettera di riconciliazione ad Alessio II, l’inaugurazione di due santuari nazionali, oppure il movimento di preghiera che ha raccolto ben 1.400.000 persone, nonché le liturgie solenni per ricordare il 550° anniversario della storica vittoria di Belgrado (Nándorfehérvár) sui Turchi.
L’altro anniversario importante, quello della rivoluzione del 1956, si celebrerà proprio il 22-23 ottobre. Nel primo pomeriggio del 22, avrà luogo una commemorazione presso l’Ambasciata degli Stati Uniti in Ungheria, che dopo l’invasione sovietica del 4 novembre 1956, per 15 anni garantì rifugio all’allora primate József Cardinal Mindszenty, ora in via di beatificazione. All’interno della commemorazione, un ritratto del cardinale, dipinto da László Gyémánt, sarà donato all’ambasciata come segno di ringraziamento.
L’evento centrale delle commemorazioni avrà luogo lo stesso pomeriggio, nella basilica di Santo Stefano di Budapest, in forma di un servizio ecumenico, a cui il presidente della Repubblica László Sólyom aveva invitato anche papa Benedetto XVI. Il papa ha nominato cardinal Angelo Sodano suo legato speciale che alle celebrazioni pronuncerà il messaggio del Santo Padre al popolo ungherese.
Nell’ambito della conferenza stampa sono stati presentati anche dei libri pubblicati in occasione dell’anniversario della rivoluzione, fra i quali una raccolta dei messaggi papali del 1456 e del 1956, legati alla storia ungherese.
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